Niente e così sia

NIENTE_FALLACI

Grandissima Oriana. Uno di quei romanzi in cui l’autrice supera se stessa.

Trovo una breve presentazione su Wikipedia:

Niente e così sia è un saggio sulla guerra del Vietnam scritto da Oriana Fallaci. Il libro è la testimonianza di un anno passato in Vietnam, a cavallo tra il 1967 e il 1968, dall’autrice in qualità di corrispondente di guerra. Il libro si conclude però con la cronaca del massacro degli studenti in rivolta avvenuto il 3 ottobre 1968 durante la XIX Olimpiade in Messico dove la giornalista viene ferita da una raffica di mitra in piazza a Città del Messico durante gli scontri tra esercito e studenti. Il libro nasce come riflessione per rispondere alla domanda della sorellina: La vita, cos’è?. Il saggio ha vinto il Premio Bancarella nel 1970.

In realtà è molto, MOLTO di più: è un saggio storico che lascia con il fiato sospeso, che tiene il lettore incollato alle pagine e lo inorridisce con la presentazione icastica delle scene, che nascono e scorrono spietate e inesorabili davanti ai suoi occhi. Un testo sull’assurdità di una guerra dettata da puro imperialismo, non compresa da molti (ricordate che fine fece il protagonista della notissima canzone morandiana “C’era un ragazzo che come me amava i Beatles e i Rolling Stones”?), osannata da tanti, patita sulla propria pelle da tantissimi innocenti. Un testo che ben si lega all’altrettanto nota “Il mio nome è mai più”, un singolo realizzato per beneficenza da JovanottiLIGABUE e Piero Pelù il 17 giugno 1999, in conseguenza della guerra nella ex Jugoslavia ed in particolare dopo l’intervento militare nel KOSOVO. La ricordate? Una bellissima canzone nella quale risuona l’insistente “Io non le lancio più le vostre sante bombe“…

Insomma, prezioso!

latineloqui69

La coscienza civile degli Italiani

altan

Il problema è proprio questo: abbiamo una coscienza civile noi Italiani? Talvolta, nei momenti di maggiore disfattismo, all’ennesima notizia di scandalo, corruzione, concussione e chi più ne ha più ne metta, la tentazione è di rispondere con un secco: ASSOLUTAMENTE NO!

E invece il saggio di Altan ci guida (non senza difficoltà, in quanto  non si tratta di un semplice romanzo…) attraverso la formazione della nostra coscienza civica, che sarà pure dispersa, ma si è formata illo tempore e ha brillato per un po’!

L’autore ci fa passare davanti agli occhi quasi tutta la storia nazionale poggiando una spietata lente di ingrandimento sulle nostre endemiche insufficienze: il familismo amorale e il particolarismo, il trasformismo, il clientelismo, il populismo, il controriformismo immobile dei Pubblici Poteri, il “pensiero debole” in fatto di ossequio delle norme, l’assenza assoluta e generalizzata di senso civico, tutti quegli -ismi che non ci fanno certo onore sui libri di storia!

Chiudiamo il lentissimo ma esaustivo saggio con un senso di “conforto morale” che deve farci da faro!

Da leggere!

latineloqui69