“Abbi cura dei tuoi ricordi- diceva Bob Dylan- perché non puoi viverli di nuovo”.

meno dodici

Chi non ha visto la famosa serie televisiva “Doc- Nelle tue mani”? Ben pochi, direi, visti i dati auditel, che ne fanno una delle fiction più amate del momento….

Ma non tutti sanno che essa è stata  tratta dal libro Meno dodici di Pierdante Piccioni. E mi sembra anche di aver capito il motivo per cui la fortunata serie è stata intitolata così: CONCENTRATEVI sull’explicit del libro e lo capirete come me… Complimenti per la scelta!

Ma torniamo al libro in sé: l’autore, Pierdante Piccioni (che nell’immaginario collettivo è Luca Argentero, non c’è nulla da fare…) è un medico cremonese che, colpito da una tragedia personale non indifferente (un incidente che gli ha causato una perdita di memoria parziale), decide di raccontare in trenta densi capitoli la sua tragica vicenda, con il faticosissimo il viaggio che ha dovuto affrontare per riprendere in mano la propria vita.

Si tratta di un medico d’eccellenza e rinomato: è stato direttore dei Pronto Soccorso di Lodi e Codogno, consulente del ministero della Salute, docente universitario. Poi, nel 2013, il black-out, inatteso e angosciante: a causa di un incidente, entra in coma; poche ore dopo, quando si risveglia, si sente come se un buco nero lo avesse inghiottito. Si guarda intorno e non riconosce persone che, invece, dovrebbero essergli familiari. Si sente come quando si entra per gioco in quelle camere deformanti di certi parchi divertimento, nelle quali ci vediamo diversi da come siamo. Lui, nel dettaglio, vede i suoi cari invecchiati. Sono loro, ma sembrano essere passati per la macchina del tempo. È convinto che sia il 25 ottobre 2001 e di aver appena lasciato suo figlio davanti all’ingresso delle scuole elementari per recarsi al suo amato e gratificante lavoro; invece, non si sa come, 12 anni della sua vita sono evaporati, scomparsi.

Il Dottor Amnesia”: così lo chiamano gli altri, mentre lui tenta di recuperare i ricordi, la memoria, i volti dei familiari e degli amici attorno a sé. E il ritorno al presente non è dei più facili, anzi! Si sente spaesato, decontestualizzato, depresso. Medita addirittura un gesto estremo e si ferma solo grazie a qualcuno che apparentemente non c’è più, ma che in realtà è sempre accanto a lui! Moglie e figli gli stanno accanto come possono, ma lui sa che la riuscita del suo faticoso viaggio di riconquista di sé deve passare solo da lui stesso, da quello che era stato e da quello che si era ritrovato ad essere. Lavoro compreso, che – ironia della sorte- gli viene quasi sottratto, essendo egli ormai ritenuto dai più un “inabile al lavoro”… La strada sarà lunga e tortuosa, non immune da sofferenze psicologiche di vario genere…

Leggo sul web che esistono anche altri due libri scritti da Pierdante Piccioni insieme al giornalista Pierangelo Sapegno: Colpevole di amnesia, in cui Piccioni rielabora la sua storia nella chiave di un giallo che mescola realtà e fantasia, e Pronto soccorso, che racconta la sua esperienza di medico del pronto soccorso come trincea quotidiana.

Sicuramente me li leggerò…

Nel frattempo, consiglio a tutti questo, che ho appena finito. E ringrazio una cara collega- con la quale condiviso l’amore per certe fiction di qualità- per il felicissimo input!

(dati essenziali della trama tratti da www.mondadoristore.it)