DOLCE GEORGIE…

Georgie (レディジョージィ! Lady Georgie) è un manga del 1982 di Yumiko Igarashi ambientato nel XIX secolo tra l’Australia e l’Inghilterra, che racconta le avventure di una ragazza alla ricerca delle proprie origini.

Il grande successo del manga ha portato alla produzione di una serie anime, uscita nel 1983. L’opera, di 45 episodi, si intitola Lady Georgie (レディジョージィ Redi Jōjī), e debutta in Italia nel 1984, su Italia 1, con il titolo di Georgie. La sigla italiana Georgie (musica e arrangiamento di Alberto Baldan Bembo e di Vlaber, pseudonimo di Vladimiro Albera, testo di Alessandra Valeri Manera), è cantata dalla bravissima e onnipresente Cristina D’Avena.

Georgie

Non so voi, ma ho sempre adorato questo cartone, pieno di dolcezza, spensieratezza, gioia di vivere, forza di vivere, anche se apparentemente sprizza TRISTEZZA e SFORTUNA (oggi si direbbe “sfiga”…) da tutti i pori: è stato talmente ben concepito che tutto il retroscena (il pesante contesto storico-geografico, le tristi vicissitudini delle vite dei protagonisti) riesce a passare in secondo piano, pur non scomparendo del tutto.  Per questo motivo ogni pomeriggio nel 1984 (e poi per vari anni, in varie successive repliche) aspettavo con ansia l’ora della messa in onda della nuova puntata! E non ero neanche così bambina…

La serie è ambientata a metà del XIX secolo, quando l’Australia era ancora una colonia penale dell’Inghilterra. Una sera, durante un terribile temporale, il signor Butman, un agricoltore del luogo, trova una donna in fin di vita, Sophie, che gli affida la figlia Georgie, ancora in fasce. Anche se era evidente che la donna era fuggita dal vicino campo di prigionia, l’uomo decide di richiare in prima persona e di prendere con sé la bambina. Georgie viene così adottata dalla famiglia Butman, composta dal padre, dalla madre Mary e dai due fratelli Abel e Arthur. La madre adottiva non riesce però ad accettare la piccola Georgie: a turbarla sono sia le sue oscure origini sia  il timore che, crescendo, la ragazza possa portare scompiglio tra Abel ed Arthur. La famiglia Butman decide di tenere Georgie all’oscuro del suo passato, così la ragazzina cresce felice assieme a quelli che crede essere i suoi fratelli di sangue. Nell’anime, il signor Butman muore per salvare Georgie, lasciando Mary sola ad occuparsi della famiglia. La donna, quindi, diventa ancora più rancorosa nei confronti di Georgie, che ritiene responsabile della morte del marito. Il rapporto tra madre e figlia diventa quindi molto più problematico. Abel ed Arthur, al contrario, sono molto affezionati alla sorellina e fanno di tutto per proteggerla; ciò non fa che accrescere i timori della madre, che tenta di distruggere il loro rapporto per allontanarli da Georgie. Passano gli anni; Abel e Arthur, sapendo di non avere legami di sangue con Georgie, si sono entrambi innamorati di lei. La ragazza, al contrario, ancora non conosce la verità e quindi ritiene i due ragazzi solamente due fratelli maggiori. Abel, il fratello più grande, non riuscendo a soffocare il suo sentimento, decide di allontanarsi per un po’ dalla famiglia, imbarcandosi come marinaio. Non riuscendo a dimenticare la sorella, dopo un anno e mezzo ritorna a casa, risoluto a confessare il suo amore a Georgie. Questo proposito lo condurrà ad un aspro litigio con il fratello minore Arthur, innamorato anch’egli della sorella adottiva, ma allo stesso tempo timoroso di rattristarla rivelandole che i Butman non sono la sua vera famiglia. Scoperti dalla madre, i due fratelli apprendono da questa un dettaglio sulla storia di Georgie: il padre della ragazza era un deportato, che aveva tentato di fuggire da un campo di prigionia con la moglie. Abel ed Arthur, sconvolti dalla rivelazione della madre, si allontanano da casa. Abel, tuttavia, non demorde e decide di cercare Georgie, intenzionato comunque a sposarla. Ignara di tutto, Georgie incontra Lowell J. Gray, un nobile, nonché nipote del governatore della città, e ben presto se ne innamora. Una sera i due giovani si vedono, ma Mary li scopre e sfoga su Georgie tutto il suo rancore a lungo represso: non solo la accusa di aver messo Abel ed Arthur l’uno contro l’altro, ma la caccia di casa, rivelandole, con disprezzo, le sue vere origini. Georgie, sconvolta da questa verità, scappa di casa ma cade in un fiume in piena. A salvarla accorre Arthur, che la porta a casa dello zio Kevin. Mary prova immediatamente un forte senso di colpa per quanto accaduto, poiché il suo rancore ha distrutto la sua famiglia. Ormai, tuttavia, non può far nulla: lo zio Kevin rivela a Georgie che entrambi i suoi fratelli sono innamorati di lei. Georgie reagisce decidendo di lasciare l’Australia: fingendosi un ragazzo (si farà chiamare Joe Butman) si imbarca per l’Inghilterra alla ricerca di Lowell, convinta così di poter donare la pace a quella che, per molti anni, è stata la sua famiglia. Non appena scopre l’accaduto, Abel parte a sua volta, deciso a riportare a casa la ragazza che ama. Al contrario, Arthur torna a casa solo per assistere la madre in fin di vita. Dopo il funerale, Arthur comunica allo zio Kevin la sua imminente partenza, sempre alla volta dell’Inghilterra, alla disperata ricerca dei due fratelli. Arrivata in Inghilterra, Georgie scopre le sue origini: è figlia del conte Fritz Geral, che, accusato di aver tramato per assassinare la regina Vittoria, era caduto in disgrazia e aveva dovuto scontare molti anni di lavori forzati nella colonia penale australiana. Ci penserà Arthur a dimostrare però la sua innocenza: appena arrivato a Londra, si ritrova coinvolto nei loschi traffici del Duca Dangering e di suo figlio Arwin, viene da loro sequestrato (perché non riveli ciò che ha scoperto) e avrà modo di scoprire altri oscuri segreti, tra i quali, appunto, il fatto che il vero attentatore non era il conte Gerald, bensì Dangering stesso. Georgie ritrova Lowell e tra i due giovani nasce un lungo e travagliato rapporto: Lowell infatti è già fidanzato con Elisa, nipote del duca Dangering e non può infrangere questo legame, imposto dalla famiglia. Dopo una fuga d’amore, i due innamorati devono però separarsi: Lowell si ammala di tubercolosi e la sola prospettiva di salvezza è una costosa operazione che, da soli, lui e Georgie non possono in alcun modo permettersi. Con un nobile gesto d’amoree, dunque, Georgie rinuncia al suo amato, per salvargli la vita.

A questo punto esistono due “finali”, abbastanza diversi (come spesso capita, quando un manga viene riadattato in anime…).

Nell’anime, Georgie ed il padre, aiutati da Abel, pongono fine alla prigionia di Arthur. Ad aiutarli sarà Maria, la fidanzata di Arthur. Dopo aver riabilitato il casato dei Gerald, Georgie rinuncia per sempre a Lowell, che rivede un’ultima volta al fianco di Elisa. Anche Arthur, pur provando riconoscenza per Maria, non si lega a lei. Georgie, Abel e Arthur decidono di tornare in Australia per tornare a vivere nei luoghi in cui sono cresciuti.

Nel manga, invece, il salvataggio di Arthur è molto più drammatico: Abel decide di sostituirsi al fratello nelle prigioni dei Dangering, per guadagnare tempo e per un desiderio profondo di sacrificarsi per la felicità di Georgie, che crede innamorata di Arthur. Durante la fuga, però, Arthur è preso da una forte crisi di astinenza dalle droghe dategli da Arwin per impedirgli la fuga e si getta nel Tamigi, sotto gli occhi increduli dei suoi salvatori. Abel, scoperto da Arwin, finisce per ucciderlo accidentalmente e per questo crimine viene condannato alla fucilazione. Subito il conte Gerald si attiva per liberare il ragazzo, mentre Georgie, aiutata da Maria, decide di visitare Abel. In cella, Georgie e Abel si lasciano andare ai loro sentimenti  a lungo repressi. Poiché i testimoni del conte Gerald arrivano in ritardo, Abel decide di non morire invano e rivela le losche trame di Dangering, il quale, adirato, afferra un fucile e lo colpisce. Abel non muore, ma cade tra le braccia di Georgie, che a stento- prima che muoia-  riesce a fargli sapere che il loro incontro d’amore l’ha lasciata incinta. Passano alcuni anni e Georgie, ormai diventata madre, decide di ritornare in Australia. Il bimbo è identico ad Abel e pertanto viene chiamato Abel jr. Quando sbarca in Australia e fa ritorno a casa, Georgie vede davanti a sé Arthur, che le rivela di essere stato trovato da una nave diretta in Australia e disintossicato dallo zio Kevin. Georgie, il piccolo Abel jr e Arthur, si allontanano insieme nello sconfinato paesaggio australiano.

In entrambi i casi si tratta di un happy ending consolatorio e catartico, ma i messaggi che ne derivano sono completamente diversi…

Come nel caso di Lady Oscar, si tratta di un cartone animato didattico, che lascia il segno nella costruzione del nostro bagaglio di conoscenze: difficile dimenticare, dopo averlo visto e rivisto, il contesto storico- geografico in cui è ambientato!

Bellissimo, indimenticabile, eterno!

latineloqui69

(Dati  e immagine liberamente tratti da wikipedia, l’enciclopedia libera)