Lo scudo di Talos

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Siamo a Sparta, nell’epoca immediatamente precedente all’inizio delle famose “Guerre persiane”. Secondo le spietate leggi di Sparta, il protagonista,  lo spartano Talos, essendo storpio viene abbandonato dalla famiglia, quindi è condannato ad una vita da pastore e a non diventare mai un valoroso guerriero,  come invece capita all’intrepido (e fortunato) fratello Brithos.

Ma il destino è tortuoso e avvicina i due fratelli, che si troveranno fianco a fianco nella lotta contro gli invasori persiani.

Il libro consta di due parti, ma la prima sembra più avvincente sia per intreccio sia per scorrevolezza.

Bravissimo Manfredi a creare un romanzo storico, ma non solo. Sì, perché la storia è solo la cornice narrativa in cui si calano i fatti dell’intreccio. Storici sono alcuni personaggi, che fanno riferimento ad alcuni personaggi realmente esistiti e di cui ci parlano i libri di storia. Ma il resto è creazione dell’autore, con personaggi non storici, ma perfettamente verosimili.

 

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Il mio nome è Nessuno. TRILOGIA

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Il mio nome è Nessuno è una trilogia che riprende le gesta dell’eroe creato da Omero più di duemila anni fa. L’opera consta di tre volumi e più di 1000 pagine, nelle quali il personaggio di Odisseo, già rivisitato più volte nel corso della storia letteraria, ci si presenta sotto una luce assolutamente NUOVA, più “moderna”.

Il primo libro, Il giuramento, inizia dall´infanzia di Ulisse-Odysseo a Itaca, segnata dal padre Laerte e dal nonno materno Autolykos. Cresciuto, il ragazzo inizia le sue avventure e conosce, tra i tanti, Eracle e la splendida Elena. Sarà proprio Ulisse, una volta che Elena sarà sottratta al marito Menelao dal troiano Paride, a tentare un’impossibile missione diplomatica per scongiurare il conflitto. E quando la guerra divamperà, sarà lui a trovare uno stratagemma per convincere l´invincibile Achille a partire a fianco degli Achei alla volta dell’Asia. Lì, sotto le antiche mura di Ilio, si compirà il destino di molti.

Il secondo libro si intitola Il ritorno e presenta Odysseo che deve rimettersi in viaggio con i suoi uomini dopo dieci lunghissimi anni di guerra e di sangue per sconfiggere i Troiani. Ad attenderlo ci sono la moglie fedele, il figlio lasciato bambino, la ricompensa per tante sofferenze. Ma il nòstos, il ritorno, è una nuova avventura: Odisseo deve riprendere la lotta, la sua sfida agli uomini, alle forze oscure della natura, al capriccioso e imperscrutabile volere degli dèi. Insieme ai suoi compagni dovrà affrontare imprese spaventose, prove sovrumane, nemici insidiosissimi come il ciclope Polifemo, i mangiatori di loto e poi la maga incantatrice che trasforma gli uomini in porci, i mostri dello Stretto di Messina, le Sirene dal canto meraviglioso e assassino… Poi, finalmente, con il cuore colmo di dolore per i compagni perduti lungo la rotta, ecco compiersi il ritorno.  Con la conseguente furibonda vendetta.

Nel terzo libro, intitolato L’Oracolo, ci troviamo all’improvviso ad Atene, il 17 novembre 1973, quando un eminente archeologo muore misteriosamente subito dopo aver ritrovato il vaso d’oro dell’indovino Tiresia. Poche ore più tardi, mentre scoppiano i disordini di Piazza del Politecnico, una giovane e bella studentessa viene catturata, stuprata e uccisa dalla polizia sotto gli occhi del fidanzato, Claudio Setti. Dieci anni dopo, una catena di efferati delitti sconvolge la Grecia; sono omicidi senza spiegazione per chi non abbia vissuto i giorni della rivolta studentesca e non conosca il segreto del vaso di Tiresia, sul quale era raffigurata la profezia riguardante l’ultimo viaggio di Ulisse: una seconda odissea durante la quale l’eroe omerico sarebbe arrivato fino alla fine del mondo, a interrogare il misterioso “oracolo dei morti”…

Come in altri libri dello stesso autore, che possono essere definiti “romanzi parastorici”, troviamo descrizioni di avvenimenti non presenti nella “tradizione” e personaggi “nuovi”, che arricchiscono la storia e la avvicinano a noi. In questo consta una delle capacità narrative del famoso archeologo, docente universitario e brillante giornalista, in primis un amante appassionato della classicità (ma non solo).

Bellissimi.

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