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“Pensa a tutto mamma tua!”

Credo che ci siano pochi film adatti a celebrare al meglio il 25 aprile. Uno di questi è sicuramente La ciociara. Adoro questo film, da sempre. Si tratta di un film del 1960 (quindi ormai vecchio? Ma quando mai???!!!) diretto da Vittorio De Sica. Il soggetto è un adattamento di Vittorio De Sica e Cesare Zavattini dall’omonimo romanzo scritto da Alberto Moravia, un vero e proprio capolavoro, ve lo assicuro! Nonostante le vicende siano romanzate è facile ravvisare analogie con il crimine di guerra riguardante le cosiddette “marocchinate”, perpetrato durante la Seconda Guerra Mondiale. Protagonisti  l’ineguagliabile Sophia Loren, un giovane Jean-Paul Belmondo, la giovanissima Eleonora Brown.

LA TRAMA è STRAZIANTE, UNA VERA E PROPRIA PAGINA DI LIBRO DI STORIA.

Nell’estate del 1943 Cesira è una giovane vedova che vive a Roma insieme alla figlia dodicenne Rosetta durante la Seconda guerra mondiale. Per sfuggire ai bombardamenti e alle insidie di una città allo sbando, affida il proprio negozio a Giovanni, un vecchio amico del marito con cui ha una fuggevole relazione, e intraprende un viaggio non semplice verso Fondi per rifugiarsi insieme alla figlia a Sant’Eufemia di fronte alla valle di Fondi, suo paese d’origine. Arrivate non senza difficoltà a destinazione, Cesira fa subito la conoscenza di Michele, un giovane intellettuale antifascista che ha trovato rifugio anche lui in quei posti. Il giovane, puro e idealista, si innamora di lei, e Cesira dopo alcuni attriti iniziali lo ricambia; anche Rosetta gli si affeziona. Michele, però, viene preso da cinque soldati tedeschi, che necessitano di una guida per attraversare il territorio montano a loro sconosciuto, pochi giorni prima della liberazione e si incammina con loro sui monti senza lasciare più sue tracce. Quando il peggio sembra passato Cesira decide di far ritorno a Roma con la figlia, ma proprio questo viaggio risulta fatale. Sulla via verso la città le due, fermatesi in una chiesa diroccata per riposarsi dopo aver lasciato il resto del gruppo con cui stavano viaggiando, vengono assalite da un gruppo di Goumier, soldati marocchini dell’esercito francese, che le violenta. Rosetta ne esce traumatizzata, chiudendosi in un freddo silenzio e in una strana apatia, che la madre tenta inutilmente di scuotere. Le due vengono raccolte dal camionista Florindo, che la sera stessa seduce la sconvolta Rosetta e le regala delle calze di nylon. Cesira è colpita da un dolore profondo, turbata più per la figlia che per sé. Alla notizia della tragica morte di Michele, fucilato in montagna dai Tedeschi come si sospettava, le due si riavvicinano abbandonandosi, insieme, in un pianto liberatorio: una madre e sua figlia nonostante tutto e inevitabilmente attaccate l’una all’altra.

Sofia Loren in una delle immagini più note del film

Sofia Loren in una delle immagini più note del film

(TRAMA ESSENZIALE DEL FILM E IMMAGINE TRATTE DA WIKIPEDIA)