È stata la mano di Dio

«Ho fatto quello che ho potuto, non credo di essere andato così male.»
(Citazione di Diego Armando Maradona presente nei titoli di testa)
Una scena del film
Una scena del film

 

 

 

 

 

 

 

È stata la mano di Dio è un film del 2021 scritto e diretto da Paolo Sorrentino. Un cast d’eccezione: in primis Toni Servillo, poi il giovane Filippo Scotti (alla sua prima espreienza cinematografica), Teresa Saponangelo, Luisa Ranieri, Massimiliano Gallo, Enzo Decaro e tanti altri.

È stato presentato in concorso alla 78ª Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia, dove ha vinto il Leone d’argento – Gran premio della giuria e il giovane Filippo Scotti ha ricevuto il premio Marcello Mastroianni. Il film è stato selezionato per rappresentare l’Italia agli Oscar 2022 nella sezione del miglior film internazionale.

Fabietto Schisa vive un’adolescenza spensierata in compagnia dei genitori Saverio e Maria e dei fratelli Marchino e Daniela. Gli Schisa, circondati da una pletora di parenti e amici sui generis, sono molto uniti e nutrono un grande affetto reciproco, ma la loro serenità è guastata da alcuni eventi: la bella e spregiudicata Patrizia, sorella di Maria, viene picchiata dal marito Franco dopo avergli raccontato di un incontro miracoloso con San Gennaro e il munaciello, dietro il quale si nasconderebbe la tendenza della donna a prostituirsi; Marchino, aspirante attore, viene bocciato a un provino con il regista Federico Fellini e perde fiducia nelle proprie capacità; infine Maria scopre che Saverio l’ha tradita con una collega di lavoro e lo caccia di casa in seguito a un furibondo litigio. Ad alleviare questi problemi c’è un evento storico: il calciatore Diego Armando Maradona viene acquistato dal Napoli; la gioia e l’attesa per questa notizia coinvolge gli Schisa, i loro amici e l’intera Napoli e per Fabietto, dotato di estrema sensibilità, diventa il baluardo emotivo a cui aggrapparsi per superare tutte le tristezze.

Saverio e Maria si riappacificano e acquistano una villetta a Roccaraso dove passare le vacanze insieme alla famiglia. Un giorno propongono a Fabietto di seguirli là per un fine settimana in montagna, ma il ragazzo rifiuta poiché quella domenica si terrà la partita Napoli-Empoli, alla quale lui parteciperà per veder giocare il suo idolo Maradona. Quel giorno, Saverio e Maria muoiono a causa di una perdita di monossido di carbonio. La disgrazia getta nello sconforto e nel dolore i fratelli Schisa; Fabietto in particolare rimarrà segnato dal fatto che i medici gli impediscano di vedere i corpi dei genitori. Al tempo stesso, il ragazzo matura la consapevolezza che, se non fosse stato trattenuto a Napoli dalla partita, probabilmente sarebbe morto anche lui: a salvarlo, nelle parole dello zio Alfredo, “è stata la mano di Dio”. Disorientato e senza punti di riferimento, Fabietto cerca di superare il lutto e trovare la sua strada.

Un film forte, come tutti i film di Sorrentino, in cui il ricordo e la rievocazione commossa del grande Diego Armando sono solo la cornice di uno spaccato sociale vero e vitale, quello della Napoli degli anni Ottanta. Contemporaneamente un film di formazione, la storia di una vita in crescita. Da non perdere.

(dati essenziali del film e immagine tratti dalla relativa pagina di wikipedia).

 

 

È stata la mano di Dioultima modifica: 2022-01-23T00:05:47+01:00da latineloqui69
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