Gli ultimi saranno ultimi


Ma te andà a lavorà no, eh?”

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La Cortellesi è una certezza. Insieme  a Gassmann forma una coppia d’eccellenza! Romana, ovviamente. Non potrebbe essere altrimenti, vista la chiara e ben nota “calata” romanesca dei due.

“Gli ultimi saranno ultimi” è un film del 2015 diretto da Massimiliano Bruno basato sull’omonima pièce teatrale scritta dallo stesso Bruno e interpretata da Paola Cortellesi. Il titolo del film è tratto dal breve racconto di Vincenzo Fiore, “Esilio metafisico” pubblicato prima su Il Mattino e successivamente nella raccolta voluta da Franco Dragone “Cairano. Relazioni felicitanti”. Cast d’eccezione, formato da Alessandro Gassmann, Paola Cortellesi, Fabrizio Bentivoglio e Stefano Fresi.

La Cortellesi è una certezza. Insieme  a Gassmann  forma una coppia d’eccellenza! Romana, ovviamente. Non potrebbe essere altrimenti, vista la chiara e ben nota “calata” romanesca dei due. Accanto a loro un algido Fabrizio Bentivoglio, che solo apparentemente fa loro da contraltare. Ma anche il bravissimo Stefano Fresi, ironico e graffiante come pochi!

In un paese della Tuscia, Anguillara, la serena Luciana (Cortellesi) lavora in una fabbrica tessile, è sposata con Stefano (Gassmann), provetto meccanico disoccupato perché non vuole lavorare come dipendente presso altri e dunque si limita a fare piccoli scambi commerciali strampalati per arrotondare. Luciana, grazie al suo amore e al suo lavoro (benché poso retribuito) vive una vita semplice ma piena, è benvoluta da tutti in paese e presso la fabbrica in cui lavora. Desidera tanto un figlio da Stefano e alla fine riuscirà a rimanere incinta. Questo è l’inizio della tragedia, per lei. Ma anche per il suo Stefano. A lei è subito ben chiaro che la sua maternità può essere un problema sul lavoro, ma non ci crede finché questa triste realtà non gli viene sbattuta in faccia…

Un film drammatico, dunque, e socialmente impegnato. Proprio quello che all’inizio non si sarebbe mai detto. Grandissima la capacità di dissimulazione da parte del regista Bruno, che ci fa ridere per più di un’ora, facendoci credere che si tratti di una commedia. Non lo è, e noi non tardiamo ad accorgercene.

Si tratta, invece, della narrazione di come diventa squallida una vita quando si è perduto il lavoro e non si vede all’orizzonte nessuna possibilità di recuperarlo. Quando il tuo compagno non fa nulla per aiutarti e si limtita a vivere di espedienti, anche se ti vede faticare a far quadrare i conti con il pancione di otto mesi. Quando il bancomat ri scrive “credito insufficiente” e davanti alla tua amica che fa la fila dietro di te dissimuli dicendo che quel giorno non finziona. Quando il padrone di casa ti cerca perché gli devi vari mesi di affitto e tu non riesci a parlargli guardandolo negli occhi. Quando il tuo ex datore di lavoro, che ti ha promesso mari e monti con frasi affettuose tipo: “Tranquilla, fidati di me!”, ti scarica senza mezzi termini usando paroloni e motivazioni confuse.  A quel punto, la follia. Sì, perché quando il meccanismo si inceppa non è più possibile tornare indietro…

(Dati essenziali della trama tratti da wikipedia.org)

Gli ultimi saranno ultimiultima modifica: 2021-01-08T20:06:57+01:00da latineloqui69
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