La Ricerca contro il Covid-19

Il Professor Falconi dell'Università di Roma "Tor Vergata"

Il Professor Falconi dell’Università di Roma “Tor Vergata”

 

 

 

 

 

 

 

 

C’è bisogno di ricercatori come loro!

Partiamo da un assunto: in Italia (e nel mondo tutto, visto che la pandemia ha dimensioni globali) c’è assoluto bisogno di ricercatori preparati, competenti, curiosi, attivi. Ogni volta che sentiamo che qualcuno di loro se ne va via, a causa di quella che con un elegante eufemismo giornalistico è chiamato “la fuga dei cervelli”, dovremmo riflettere su ciò che un Paese sta perdendo e su ciò che, invece, avrebbe potuto avere, se le politiche per trattenerli fossero state migliori…

Ma passiamo al caso specifico: uno studio attivo in questa drammatica prima metà del famigerato 2020, sta cercando “il modo di impedire al movimento molecolare del Coronavirus di fare il suo mestiere, occludendo la cavità interna della glicoproteina per rendere impossibile la penetrazione nelle cellule del Covid-19, proprio sfruttando il suo punto debole”. Tale studio, pubblicato e validato scientificamente dalla rivista “Virus Research”, verrà testato a breve attraverso tecniche sperimentali in laboratorio effettuate su pseudo-virus. A quel punto “Il riscontro sperimentale testerà l’efficacia reale di queste molecole inibitrici (…) – spiega il professor Mattia Falconi, coordinatore della ricerca e della laurea magistrale in Bioinformatica”.

Come ho scritto in un precedente articolo (Pubblicato il 7 agosto 2020) ho il piacere e l’onore di conoscere di persona il Professor Mattia Falconi, associato di biologia molecolare all’Università di Roma “Tor Vergata”. Studioso da sempre, curioso, versatile, oltre che intelligentissimo e soprattutto umilissimo, pur essendo ancora giovane dedica da decenni la sua vita allo “studio matto e disperatissimo”, alla ricerca, all’approfondimento, al viaggio a scopo conoscitivo. Pur essendo affermato e specializzato biologo, ha anche precise e incontrovertibili conoscenze in campo classico, storico, numismatico e artistico da far invidia agli insegnanti delle rispettive materie, me compresa. Parlare con lui è SEMPRE preziosa occasione di scambio e soprattutto arricchimento personale, invito all’approfondimento, conferma della validità di una certa scelta di vita, quella dello studio perfettibile e perpetuo.

E dopo il doveroso e sincerissimo panegirico di una persona che stimo come poche, torniamo all’oggetto dell’articolo di Antonio Sbraga (che potrete leggere per intero qui: https://www.iltempo.it/altrotempo/salute/2020/07/03/news/coronavirus-supercomputer-di-enea-molecole-studio-universita-tor-vergata-mattia-falconi-23584770/#.Xv8vnuYnI8E.whatsapp )

Durante il lockdown, un team di ricercatori formato dallo stesso professore, Alice Romeo e Federico Iacovelli effettuando uno screening virtuale ha osservato che alcuni farmaci possono occludere la cavità interna della Spike S, “impedendo così il movimento dell’intera macromolecola e bloccando il processo infettivo”. Si tratterebbe, dunque, di una geniale barriera antivurus:  “è come mettere una palla sotto uno sgabello a 3 gambe: in quel modo non si chiude più” (spiega ancora il Prof. Falconi nell’articolo).

Tra l’altro, si tratta  farmaci facilmente reperibili e utilizzabili in larga scala (“l’ipericina, che è naturale e fa anche bene perché è antibatterico e non ha nessun effetto collaterale, e la ftalocianina. Entrambi sono stati precedentemente valutati in diversi studi come possibili antivirali su diversi tipi di virus, tra cui l’Hiv”), già approvati dalla Food and Drugs americana, dunque facilmente riutilizzabili perché ben noti alla Scienza.

E ora passiamo all’importanza della strumentazione: avete presente quando studiosi e ricercatori “fanno la questua” di fondi per l’acquisto di strumenti di ultima generazione? Non si tratta di richieste pleonastiche, ma di pura necessità!  Nel caso specifico, ad esempio, è stato utilizzato un supercomputer messo a disposizione dall’Enea: questo “cluster Hpc dell’Enea Cresco6 è stato fondamentale. Perché fa risparmiare anni di ricerche, moltiplicando le potenzialità di ricercatori come Romeo e  Iacovelli” (afferma ancora il Prof. Falconi) e portando a mirabili risultati di squadra come questo!

Intelligenti pauca

La Ricerca contro il Covid-19ultima modifica: 2020-08-12T12:15:26+02:00da latineloqui69
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