FIGLI

figli

“Ci sarà un motivo se in Italia siamo a crescita zero, no?”

Una mia cara collega mi aveva parlato del film descrivendomelo come “ad impatto” ed ero sempre stata curiosa di verificarne l’effetto su di me. In effetti, questo è l’esito. E forse era proprio  l’intenzione del regista Giuseppe Bonito, che mostra di conoscere appieno i problemi e i ritmi della vita dei nostri giorni…

I due bravissimi protagonisti Valerio Mastandrea e Paola Cortellesi (che funzionano anche come coppia, a ben vedere…) sono due genitori “baciati dalla fortuna”: hanno due lavori stabili, una bella casa, una famiglia avviata verso la normalità e la routine, ma dopo qualche anno dalla nascita della figlia scoprono di essere di nuovo in dolce attesa. All’inizio è un trauma: è passato troppo tempo, non si ricordano più come si fa con pannolini, cremine e quant’altro, hanno rimosso tante cose che tendiamo a cancellare con il passare del tempo (pianti ininterrotti dei neonati, notti insonni, indisponibilità del proprio tempo, stress a non finire…); tuttavia soprattutto lui è ottimista: “Andrà tutto bene”, continua a ripetere alla moglie troppo preoccupata per godersi i mesi dell’attesa… Dopo la nascita, che si rivela veloce (quasi indolore) e moderna (nell’acqua) l’incubo si materializza: notti in bianco, stress, senso di inadeguatezza, difficile convivenza con la prima figlia, che da bambina serena si trasforma in un concentrato di cattiveria e gelosia, ansia, scelte sbagliate, quotidianità stravolta, solitudine con i propri problemi, crisi di coppia. E meno male che perlomeno il lavoro era una certezza per i due! Lei, ovviamente, ci deve rinunciare per vivere (fisicamente, psicologicamente e giuridicamente) la propria maternità, ma sa che esso è lì ad aspettarla dopo i tre mesi di rito e agogna il momento  in cui riuscirà a rientrare in quel tipo di routine (“Voglio lavorare, realizzarmi, viaggiare!”); lui ha un lavoro ben avviato di salumiere con cui coscienziosamente contribuisce ad un tenore di vita dignitoso, anche se la moglie in uno dei più accesi momenti di depressione post-partum gli rinfaccia di non fare abbastanza e di contribuire alla famiglia “SOLO con il lavoro” (cosa mi tocca sentire!). La convivenza con il neonato non è facile: non dorme quando dovrebbe, piange in continuazione (e pensare che il regista ha la brillante idea di sostituire il suo pianto eterno con un capolavoro di Beethoven…), non concede requie di sorta; i genitori di entrambi i genitori sono più o meno consapevolmente assenti e latitanti: colpevoli di essere anziani nel modo giusto nel momento storicamente migliore, hanno una loro vita, loro impegni e orari precisi, sicché non accolgono la richiesta supplice di aiuto da parte di figli e nuora/genero. Per cui i due sono assolutamente soli. Soli con il mondo e con il “piccolo mostro” da gestire. La madre esce ben presto fuori di testa e attacca il marito; lui, a sua volta, affoga nella mole di impegni, attività, incombenze, che accompagnano la sua ineccepibile giornata lavorativa: visite a pediatri Guru (“per una sorta di senso di colpa scegliamo sempre quelli che costano di più…”), liste della spesa chilometriche, entrate/uscite da scuola, piscina, vita sociale della primogenita (comprese feste in maschera in “festifìci” inquietanti e deprimenti, persino chat di classe! Alla fine, per sopravvivere, il  passo imprescindibile: trovare una tata per i momenti di necessità; dopo un’attenta selezione, la scelta ricade su una ciociara senza esperienza di figli che sa cuocere benissimo “l’uovo alla COCCA”. Così i due, ogni tanto ma molto di rado, possono finalmente SCAPPARE DI CORSA fuori dall’inferno di casa e concedersi qualche manciata di ore di serenità, per un cinema, per una passeggiata, per una cena fuori, in cui però immancabilmente scoprono di sentirsi inadeguati e mancanti di qualcosa, sicché finiscono per guardare insieme le foto dei loro amorini sul cellulare!

A condire il tutto, la genialità caratteriale di attori come Stefano Fresi, Andrea Sartoretti, Valerio Aprea, Carlo Luca De Ruggieri  e Paolo Calabresi, che non aiutano certo i rinnovati genitori ad affrontare con serenità il loro rinnovato impegno titanico, ma sicuramente fanno ridere a crepapelle noi spettatori, che ci ritroviamo in esperienze vissute proprio tali quali!

Insomma, un piccolo capolavoro di commedia all’italiana, per ricordare attimi di vita vissuta o per stemperare lo stress di esperienze ancora attuali, fresche e vive. Insomma, un film gradevole e versatile. Innegabile il suo “impatto” su di noi. Prezioso, tuttavia, l’effetto catartico della storia infelice e stressante su di noi, genitori stressati del nostro tempo…

FIGLIultima modifica: 2020-08-11T23:29:13+02:00da latineloqui69
Reposta per primo quest’articolo

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato ma sarà visibile all'autore del blog.
I campi obbligatori sono contrassegnati *