Come una rana d’inverno


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A differenza di “C’è un punto della terra…” di Giuliana Tedeschi (al quale pure somiglia molto), questo libro non è un romanzo né un memoriale, ma è una raccolta di conversazioni con tre donne sopravvissute ad Auschwitz: Liliana Segre, Goti Bauer e Giuliana Tedeschi.

A questo fa riferimento la scelta del titolo, che parte da un input fornito dalla stessa Liliana Segre nella sua testimonianza, quando dice di essere stata colpita dalle parole di Primo Levi (il secondo passo del celebre comando con cui si rivolge ai lettori di Se questo è un uomo): “Considerate se questa è una donna/ senza capelli e senza nome/ senza più forza di ricordare/ vuoti gli occhi e freddo il grembo/ come una rana d’inverno”. Una rana d’inverno, infatti- dice la stessa Segre-  fa pensare ad una bestiolina che rabbrividisce nuda.

L’autrice, Daniela Padoan,riporta quindi tre importanti testimonianze al femminile sulla condizione della donna nell’universo concentrazionistico. Una lettrice viene quindi particolarmente toccata dalla lettura di certi “dettagli biologici” che solo lei può capire: la spoliazione della femminilità, la rasatura, la perdita delle mestruazioni, l’immediata consunzione delle parti femminili del corpo, la “tragedia” del parto in baracca, se si aveva la “sfortuna” di essere state deportate incinte.

Testimonianze in parte diverse. Toni in parte diversi. Dettagli in parte diversi. Ma accomunate dal ricordo ossessivo della nudità durante la prigionia (“Ti insegnano a stare sempre composta, a vestire accollata, a provare pudore del corpo. Poi, di colpo, (….) ti ritrovi nuda in mezzo ad altre disgraziate che, come te, non capiscono quello che sta succedendo“)  e dell’incredulità della gente davanti ai loro tentativi di racconto (“La gente non voleva ascoltare e soprattutto non poteva credere“): un elemento, quest’ultimo, che ricorre nelle parole di TUTTI i reduci che sono ancora in grado di dare testimonianza.

Interessante la presenza di una diversa opinione sul “supposto” suicidio di Primo Levi: sia Goti Bauer sia Giuliana Tedeschi lo conobbero e sulla sua morte mantengono dei dubbi importanti.

Lettura angosciante, ma doverosa.

latineloqui69

Come una rana d’invernoultima modifica: 2016-08-19T15:37:00+02:00da latineloqui69
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