L’amico ritrovato


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Pare che l’autore, Fred Uhlman,  abbia dichiarato prima di morire: “Si può sopravvivere con un solo libro”. Sicuramente questo è capitato a lui, che ci ha lasciato un capolavoro letterario che, pubblicato nel lontano 1971 negli Stati Uniti con il titolo di “Reunion”, ancora oggi si legge nelle scuole di ogni ordine e grado.  Nell’introduzione all’edizione Feltrinelli del 1976 Arthur Koestler lo presentava così: “Centinaia di grossi volumi sono stati scritti sul tempo in cui i corpi venivano trasformati in sapone per mantenere pura la razza ariana, tuttavia credo sinceramente che questo smilzo volumetto troverà una sua collocazione duratura negli scaffali delle librerie”. Qualcosa ci dice che aveva perfettamente ragione….

Perché? In primis perché è una storia di amicizia, in secundis perché è un racconto fine e suggestivo, infine perché è una testimonianza storica, un documento per “fare storia”, tanto quanto un romanzo di Primo Levi o il Diario di Anne Frank.

Protagonisti due ragazzi sedicenni, che frequentano la stessa scuola esclusiva: il primo, Hans, è figlio di un medico ebreo, l’altro, Konradin, è un tedesco di ricca famiglia aristocratica.

Bellissimo l’incipit: “Entrò nella mia vita nel febbraio del 1932 per non uscirne più“. Sì, perché l’amicizia dei due adolescenti supera il passare degli anni, la morte stessa di uno dei due. E arriva diritta fino a noi lettori del ventunesimo secolo.

Esiste un seguito del libro dal titolo Un’anima non vile che narra la storia dal punto di vista di Konradin. Si apprende che prima di morire Konradin aveva scritto all’amico una lettera mai arrivata a destinazione, in quanto il padre rifiuterà di spedirla. Un terzo romanzo infine, completa la trilogia: si tratta di Niente resurrezioni, per favore, che narra la storia di Simon Elsas, un ebreo fuggito anni prima in America e diventato pittore, che torna nell’amata-odiata Stoccarda, dopo trent’anni dalla fine della guerra, ricordando il passato e rivedendo alcuni suoi vecchi compagni di studi. Purtroppo per lui questo ritorno sarà molto amaro, e l’impressione generale è che nulla possa più essere come una volta, se non nei suoi ricordi. Quest’ultimo romanzo contiene molte analogie con i due precedenti, seppure la storia narrata sia diversa, con dei diversi protagonisti.

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Come capita spesso per i grandi capolavori letterari, nel 1989 fu tratto dal romanzo il film omonimo, L’amico ritrovato (tit. or. Reunion), il cui soggetto fu scritto dallo stesso Uhlman e dal drammaturgo e romanziere britannico Harold Pinter. Il film, diretto da Jerry Schatzberg, è interpretato da Jason Robards (doppiato da Giancarlo Giannini) nei panni di Hans adulto, da Christien Anholt (doppiato da Gianni Bizzati) in quelli di Hans giovane, e da Samuel West (doppiato da Stefano Crescentini) in quelli di Konradin. Nonostante la trama del libro sia abbastanza semplice, il film si prende molte libertà rispetto alla storia originaria, variando diversi particolari, più o meno significativi.

Da leggere il primo, da vedere il secondo.

Ottima la proposta didattica a ragazzi di biennio: un saluto ai ragazzi del IIC, che ne hanno fatto una bella analisi comparata!

latineloqui69

L’amico ritrovatoultima modifica: 2016-08-19T19:47:34+02:00da latineloqui69
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